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LUG
2016

Spice Girls, vent’anni di mito dal sapore crossmediale

Ai Millennials di ultima generazione le parole “girl power” forse dicono ben poco, ma per i figli degli anni ’80-inizio anni ’90, questa formula rappresenta uno spartiacque simbolo della cultura contemporanea. Vent’anni fa, nel lontano ma non troppo 8 luglio 1996, usciva “Wannabe”, il brano manifesto di un’epoca, il singolo che ha riscritto le regole del mercato musicale internazionale. Una rivoluzione colorata ed esplosiva portata avanti dalle Spice Girls, le cinque ragazze tutto pepe che destarono scompiglio nella sempre ordinatissima Gran Bretagna. Geri, Emma, Victoria, Mel B e Mel C s’imposero al mondo come simbolo di una ribalta tutta al femminile, un’ondata di entusiasmo capace di creare fascinazioni ed icone nell’immaginario collettivo, sino ad allora abituato alle boyband e gruppi costituiti tendenzialmente da soli uomini. La storia delle Spice Girls, letteralmente “ragazze speziate”, scelte per le loro personalità differenti accompagnate da look eccentrici, inizia nel 1994, ma solo due anni dopo avvenne la consacrazione, proprio grazie a “Wannabe”. Il singolo, scritto dalle Spice Girls con Richard Stannard e Matt Rowe, vanta ad oggi oltre 7 milioni di copie vendute in tutto il mondo, attestadosi come il brano interpretato da un gruppo femminile più venduto di sempre. Anche il videoclip assurge a manifesto del tentativo ben riuscito di rompere gli schemi precostituiti del pop internazionale: le cinque ragazze irrompono in un famoso hotel di Londra mescolando le carte in tavola durante un ricevimento della high society, metafora di quanto stava accadendo nelle hit parade europee. Al di là delle vendite e dei dati raccolti da “Wannabe”, il fenomeno Spice Girls rappresenta una pietra miliare nell’ambito del Media Enterteinment, se non altro per le ricadute commerciali e mediatiche scatenate dalle performance e dal lavoro d’immagine e Marketing messo in atto dal management delle cinque ragazze.Spice Girls

Partiamo dalle origini. Le Spice Girls davano l’idea di amicizia, solidarietà femminile, grande spirito d’appartenenza e lealtà, offrendo al pubblico una spontaneità assai credibile. Tuttavia, come noto, il gruppo è stato formato a tavolino su iniziativa di Bob e Chris Herbert che nel 1994 pubblicarono un annuncio sulla rivista britannica “The Stage”: «are you street smart, extrovert, ambitious and able to sing and dance?»-“Siete spregiudicate, estroverse, ambiziose e capaci di cantare e ballare?”, un messaggio diretto ed efficace che aveva lo scopo di colmare una lacuna del mercato musicale, vacante, all’epoca, di una band di sole donne. Tra le centinaia di richieste vennero scelte soltanto cinque ragazze, che diedero vita al gruppo Touch,  formazione originaria della band che iniziò a lavorare sui propri singoli andando a vivere insieme in una casa a Maidenhead. Dopo qualche incomprensione con gli Herbert e l’arrivo di Emma Bunton, le ragazze decisero di affidarsi ad una nuova casa discografica, arrivando a firmare un contratto con la Virgin Records nel 1995. Il resto, si sa, è storia.

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Geri Halliwell indossa il tubino con la bandiera della Union Jack

Il prologo di questa favola contemporanea, tuttavia, suggerisce un copione che gli appassionati di televisione e spettacolo possono facilmente riconoscere anche nelle dinamiche innescate da talent e reality show, di cui le Spice Girls rappresentano un esempio ante litteram. Scelte dopo numerose selezioni, vanno a vivere insieme – come accade oggi nelle “casette” e loft dei talent più famosi – e attraversano diverse peripezie per arrivare al successo, con la conquista di un contratto prestigioso. Come una favola che si rispetti, risultano evidenti e riconoscibili tutte le fasi del Viaggio dell’Eroe teorizzato da Chris Vogler, dal richiamo all’avventura, rappresentato dall’annuncio, passando per lo scontro con il nemico, alla conquista dell’elisir, consegnato ad una nuova vita fatta di successi, pubblico e delirio di folle adoranti. Il segreto delle Spice Girls si è rivelato essenzialmente nella loro normalità: non eccessivamente belle o talentose, spontanee e simpatiche, hanno innescato la miccia della macchina del sogno seguita poi da tante altre popstar dell’era contemporanea, quelle del “se ce l’ha fatta lei/lui, posso farcela anch’io”, la stessa formula alla quale sembrano talvolta affidarsi molti talent show. Da un punto di vista strettamente crossmediale, inoltre, le Spice Girls hanno dato impulso alla produzione di gadgets e altri prodotti culturali fruibili su diversi dispositivi. Dalle bambole recanti le effigi delle ragazze, agli stickers da collezionare ed incollare su appositi album, dai capi d’abbigliamento, tra cui ancora spadroneggia il tubino con la stampa della Union Jack indossato da Geri Halliwell ai Brit Awards del 1997, ai videogiochi, fino ad arrivare al film “Spiceworld: The Movie”, uscito nel 1997.

 

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Le Spice Girls alla Cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Londra (2012)

Dopo due anni di dominio assoluto, due anni che agli occhi di chi “c’era” sono sembrati un’eternità, la girlband subisce una battuta d’arresto per l’abbandono di Geri Halliwell, uno dei personaggi più forti del gruppo. La carriera delle Spice va avanti tra alti e bassi, fino allo scioglimento del 2001. Le speranze dei fan si riaccendono nel 2007, con l’annuncio di una reunion che scatena la prima vera mobilitazione online a favore del gruppo, la cosidetta “Stop The Top”, volta a far balzare alla numero 1 il singolo “Stop”, uscito nel 1998, l’unico a non aver mai raggiunto la vetta della classifica, senza però avere esito positivo. La storia delle Spice continua fino ai giorni nostri, con il musical “Viva Forever”,andato in scena nel 2012 per opera di Judy Craymer, creatrice di “Mamma Mia!”. Sempre nello stesso anno, si ricorda l’esibizione iconica in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, durante la quale le cinque ragazze, ormai adulte, hanno dimostrato ancora una volta quel girl power che oggi, come allora, catalizza l’attenzione e le speranze di tutto il mondo: in fondo, un ritorno delle Spice, è il desiderio nascosto di chi ha vissuto gli eccentrici e coloratissimi anni targati Girl Power.

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