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GIU
2016

Angry Birds, i pennuti a prova di transmedialità

I veterani dello smartphone non possono non conoscere Angry Birds, i pennuti arrabbiati che dal 2009 mantengono alta la concentrazione di milioni di mobile addicted. Il gioco-app sviluppato e pubblicato dalla finlandese Rovio Mobile è un must per la generazione touch screen, vantando ad oggi oltre un miliardo di download. La trama è molto semplice: gli uccellini arrabbiati meditano vendetta contro i “piggies”, maialini rei di aver rubato loro le uova, così, armandosi di fionda, azionata dal touch del player mobile, provano a colpire i loro nemici. I volti simpatici e le fattezze goffe hanno trasformato le creature di Rovio Mobile in icone sui generis del nostro tempo, che, in quanto tali, si sono affermate su diversi comparti del vasto e variegato ambito del media enterteinment. Dal videogioco pensato in un primo momento per iPhone, e successivamente per gli altri sistemi operativi e piattaforme di gaming, alla serie cartoon intitolata “Angry Birds Toon”, prodotta sempre da Rovio Mobile, costituita da cinquantadue episodi da due minuti ciascuno. Dall’intagibilità dell’immagine al merchandising più concreto: i pennuti di Angry Birds sono approdati anche nel mondo della moda, diventando soggetto delle t-shirt prodotte dal marchio messicano Bershka, oltre ai vari astucci, zainetti, portachiavi, tazze, penne, chiavi usb, auricolari e tutto il necessaire per ogni Millennial che si rispetti. Il soggetto preferito è certamente Red, l’uccellino rosso che meglio caratterizza l’intero prodotto.

 

Dunque, ricapitolando, mobile, televisione, moda e gadget. Manca decisamente qualcosa per chiudere il quadro. La soluzione è arrivata qualche settimana fa: il 15 giugno è uscito in tutte le sale “Angry Birds-Il film”, diretto da Clay Kaitys e Fergan Reilly, prodotto da Rovio Mobile e Sony Pictures Imageworks, annunciato già alla fine del 2012. Il budget di realizzazione gira intorno agli 80 milioni di dollari, cifra che diventa più consistente per la distribuzione e le attività promozionali, fissate a 100 milioni di dollari, stime che, di fatto, lo configurano come il film più costoso prodotto in Finlandia. La storia è ambientata sull’isola degli uccelli, dove vivono i pennuti incapaci di volare, raggiunti un giorno dai maialini che in un primo momento si dichiarano visitatori pacifici, adattandosi alle regole del posto. Il tempo rivelerà le reali intenzioni dei maialini che, come accade nel videogame, hanno progettato di rubare le uova degli uccellini. Protagonista della vicenda è sempre Red, doppiato nella versione italiana da Maccio Capatonda, affiancato da Chuck, affidato ad Alessandro Cattelan, Bomb, che parlerà con la voce di Francesco Pannofino e Matilda, personaggio femminile doppiato da Chiara Francini.

Non è la prima volta che il grande schermo accoglie storie e personaggi tratti da videogame, ma la parabola di Angry Birds, iniziata nell’app store e sviluppatasi via smartphone, ha tutte le carte in regola per diventare metafora delle narrazioni contemporanee, caratterizzate dalle medesime esigenze formali e strutturate di volta in volta, evoluzione dopo evoluzione su media diversi e sempre più umanizzati.

Il touch si fa immagine tattile, uscendo dai confini imposti dal second screen, approdando sulla grande scatola di sogni rappresentata dal cinema, oggi come un tempo. Ancora una volta la transmedialità prende forma, muovendosi tra supporti e piattaforme diverse, tra presente ed evergreen, disegnando un futuro fluido come il movimento di un dito sul touch screen. I pennuti arrabbiati voleranno molto lontano.

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